| STRATEGIA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE NEL MEDITERRANEO MAR NERO
Un sistema per la sostenibilità ambientale e per una prosperità condivisa
La definizione dello sviluppo sostenibile che “garantisce i bisogni del presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future di fare altrettanto”, è una conquista di fine millennio che mira alla qualità della vita, alla pace e ad una prosperità crescente e giusta in un ambiente pulito e salubre.
Lo sviluppo sostenibile, tuttavia, non è perseguibile senza un profondo cambiamento degli attuali modelli di sviluppo e dei rapporti economico–sociali.
L’azione ambientale da sola non esaurisce la sfida dello sviluppo sostenibile, né può essere mera portatrice di divieti. La sostenibilità economica è una questione di sviluppo stabile e duraturo: comprende alti livelli occupazionali, bassi tassi di inflazione e stabilità nel commercio internazionale. La sostenibilità sociale ha a che fare con l’equità distributiva, con i diritti umani e civili, con l’immigrazione e con i rapporti tra le nazioni.
Con particolare riferimento allo sviluppo sostenibile della regione mediterranea-mar Nero, vanno tenuti in considerazione sia i molteplici fattori geopolitici ed economici che caratterizzano l’area, sia le complesse problematiche ambientali:
– incremento demografico, che ha provocato in cinquanta anni quasi il raddoppio della popolazione, concentrata prevalentemente nelle zone costiere;
– inquinamento da scarichi industriali (sono numerose le aziende che operano con tecnologie obsolete) e da smaltimento dei rifiuti, soprattutto nelle aree costiere in corrispondenza dei grandi agglomerati urbani;
– inurbamento di una consistente parte della popolazione rurale che ha provocato una crescita abnorme delle aree urbanizzate;
– incremento dei trasporti marittimi, specie petroliferi, che creano zone ad alto rischio in corrispondenza delle rotte obbligate e delle aree di accesso ai porti;
– utilizzo crescente di energia, proprio in funzione dell’accelerazione dello sviluppo da parte dei paesi della sponda sud, con conseguente inquinamento atmosferico;
– crescita dell’utilizzo dell’acqua, in contrasto con la riduzione delle riserve
idriche provocata dalla diminuzione delle precipitazioni;
– cambiamenti climatici che, presumibilmente, provocheranno nella regione mediterranea e del Mar Nero l’aumento del livello del mare, l’accelerazione dell’erosione costiera, l’intrusione dell’acqua marina nell’acqua di sottosuolo, negli estuari e nei sistemi fluviali.
Lo sviluppo sostenibile è pertanto un obiettivo globale.
Nonostante i progressi fatti, c’è una latente, ma crescente consapevolezza, da un capo all’altro del Mediterraneo-Mar Nero, che le attuali tendenze di sviluppo non siano ormai più sostenibili. I popoli del Mediterraneo e del Mar Nero sanno di non poter continuare ad usare risorse, ad edificare aree costiere e a sviluppare industrie, in particolar modo di tipo turistico, senza una adeguata ed integrata pianificazione, una riduzione delle disparità tra nord e sud e soprattutto, senza prevedere riforme politiche ad hoc. I partner mediterranei hanno già fatto molti progressi in questo senso grazie alla Convenzione di Barcellona e alla Commissione Mediterranea sullo Sviluppo Sostenibile (MCSD). La Strategia offre a questi partner un’eccellente opportunità di compiere sostanziali passi avanti verso lo sviluppo sostenibile, basato su partnership leali e di cosviluppo.
La Strategia prevede un’azione che miri a perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile per rafforzare la pace, la stabilità e la prosperità, tenendo conto delle minacce rivolte verso l’intera regione e della sua intrinseca vulnerabilità, ma anche dei suoi punti di forza e delle sue molteplici potenzialità. Inoltre, si tiene in ovvia considerazione la necessità di ridurre il gap tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo nella regione.
La strategia dunque, deve essere per tutti i paesi del Mediterraneo, strumento ed opportunità per vincere la sfida: il raggiungimento di un progresso condiviso in tutti i campi dello sviluppo economico ed umano, della protezione ambientale e culturale.
Continua…
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